Gambling Commission chiede cooperazione internazionale

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Il responsabile della Gambling Commission, come spiegano i nostri esperti in questo articolo, chiede cooperazione e collaborazione a livello internazionale tra gli enti regolatori. 

Il motivo che spinge Andrew Rhodes a questa richiesta è la volontà di proteggere maggiormente gli utenti e migliorare le norme relative al gioco. 

Ma andiamo a vedere il tutto più nel dettaglio nei prossimi paragrafi di questo articolo scritto dal nostro Giampaolo. 

L’idea di Rhodes

Andrew Rhodes, il responsabile della Gambling Commission, chiede maggior collaborazione e cooperazione internazionale tra gli enti regolatori dei vari paesi come possono essere la Malta Gaming Authority (licenza MGA) o la British Gambling Commission. 

La sua idea è quella di riuscire a proteggere maggiormente i giocatori e ridurre i problemi causati dal gioco d’azzardo, ma anche condividere sistemi e conoscenze per migliorare le varie regolamentazioni. 

Secondo lui, infatti, la maggior parte degli operatori presenti in Gran Bretagna sono gli stessi presenti in altri mercati regolamentati. Quindi, se non rispettano le norme in una giurisdizione, molto probabilmente non le rispettano anche in altre. 

La speranza del responsabile della Gambling Commission che chiede collaborazione e cooperazione internazionale tra gli enti regolatori è che un giorno si possano fare indagini congiunte e far partire azioni di gruppo contro gli operatori che non rispettano gli standard richiesti dai mercati regolamentati. 

Le parole di Rhodes della Gambling Commission che chiede cooperazione internazionale

La Gambling Commission chiede cooperazione internazionale e di questo ne ha parlato il responsabile, Andrew Rhodes. 

Rhodes ha detto: “Attraverso i mercati, le giurisdizioni e le culture, la collaborazione dovrà essere uno strumento chiave nel nostro lavoro per rendere il gioco d’azzardo più giusto e più sicuro per i consumatori di tutto il mondo”.

E, parlando della Gambling Commission che chiede cooperazione internazionale, ha poi aggiunto che il linguaggio relativo a questi prodotti è cambiato. Si parla d’investimenti e trading, ma non viene offerta nessuna delle garanzie o standard che questi termini teoricamente portano con sé.

“È probabile che vedremo sempre più integrazione di questi tipi di prodotti nello sport e in altre aree dello stile di vita. Così come li vedremo nell’industria del gioco d’azzardo legittimo. Queste sono aree di crescita lucrative, e le ignoriamo a nostro rischio e pericolo.”, ha continuato.

E ha poi concluso dicendo sulla Gambling Commission che chiede cooperazione internazionale: Stiamo cambiando il modo in cui regoliamo e trattiamo i nuovi prodotti. Molti di questi prodotti non sono gioco d’azzardo come definito dalla legge. Non sto suggerendo che dovremmo regolarli, ma sto suggerendo che vedremo questo modello continuare e probabilmente vedremo sempre più prove di ciò che è e non è gioco d’azzardo, in un modo che non abbiamo affrontato prima”.

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